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DARKEST HOUR

 

DARKEST HOUR

 

Il metalcore made in U.S.A. è spesso intriso di influenze thrash che lo rendono ben più duro e spigoloso di quello europeo, ed anche la melodia nelle parti cantate risulta sempre lontana da certe zuccherosità eccessive, cosa che la rende in definitiva più vicina ed assimilabile ai gusti dell'estimatore del lato realmente heavy della proposta. I Darkest Hour, sebbene nell'arco della loro ormai lunga carriera abbiano avuto un andamento stilistico ondivago fra melodic death e metalcore vero e proprio, rispondono in linea di massima a quanto affermato poco sopra, menando botte da orbi a velocità anche notevoli quando è il caso di farlo, senza diluire troppo la proposta finale con ammiccamenti di facile presa o peggio con derive furbette ai limiti della ricerca dell'affermazione su larga scala.

Sebbene le caratteristiche del cantato metalcore siano quelle, almeno dal punto di vista del songwriting il capitombolo nel pop mascherato da rock duro viene per lo più accuratamente evitato. Una certa lodevole padronanza degli strumenti fa poi sì che i Darkest Hour si mantengano lucidamente ben saldi all'Universo heavy. La band è stata fondata per iniziativa del chitarrista Mile Schleibaum (l'unico membro del gruppo presente fin dall'inizio, insieme al cantante John Henry) a Washington D.C. nel 1995, ed inizialmente si presentava come un quartetto, dedito ad uno stile decisamente più lento ed oscuro, un hardcore abbastanza classico, di quello che farà suo più tardi, sensibilmente più dinamico ed affilato. Dopo aver realizzato il demo d'obbligo, il debutto discografico avviene con l'ep "The Misantrophe" (1996), seguito, dopo l'uscita di un singolo split insieme ai Groundzero (1999), sempre nello stesso anno da un secondo ep intitolato "The Prophecy Fullfilled". I radicali cambiamenti a livello di line up ed anche stilistici – conl'acquisizione di un secondo chitarrista e con un sound decisamente velocizzato e più aggressivo – fanno sì che l'esordio sulla lunga distanza "The Mark Of The Judas" (2000) venga considerato dal gruppo stesso il debutto vero e proprio, il primo capitolo della loro nutrita storia discografica. L'anno seguente è la volta di "So Sedated, So Secure", che conferma quanto di buono messo in luce col predecessore, ma dopo la cui pubblicazione la line up subisce ulteriori cambiamenti che segnano anche una ulteriore correzione del tiro stilistico del gruppo che si lascia alle spalle certe sfumature prettamente hardcore per orientarsi decisamente più verso il metal vero e proprio, aspetto che viene ulteriormente accentuato sul seguente "Hidden Hands Of A Sadist Nation" (2003) grazie all'esperta produzione curata dall'esperto Fredrik Nordstrom. Questo disco fa aumentare esponenzialmente la notorietà della band che nel 2004 sbarca nel prestigioso Ozzfest, mentre continua a rodarsi e crescere, anche a livello di tematiche delle liriche, che vengono dirottate efficacemente dall'iniziale critica feroce alle organizzazioni religiose ed al capitalismo ad un più costruttivo piglio polemico contro la guerra e la politica estera militare statunitense dopo l'11 settembre. Il risultato è più che positivo, più diretto e coinciso, ed il quintetto si assesta su posizioni altamente competitive nell'ambito dell'American metal dell'epoca. E' di questo periodo lo spostamento più  verso il death metal melodico piuttosto che verso il metalcore delle coordinate sonore del gruppo. E' nel tour seguente a questa uscita che la band venne arrestata in Oklaoma per detenzione di marijuana ed importazione illegale di bevande alcoliche. Schleibaum riesce subito a pagare i 6000 dollari della sua cauzione, ma i restanti membri del gruppo dovettero aspettare qualche ora in più prima che venisse racimolato il denaro necessario a ridare la libertà a tutti. "Undoing Ruin" (2005), con dietro la consolle Devin Townsend degli Strapping Young Lad la band guadagna in gusto e dinamica, dando più spazio all'aggressività e, quando serve, anche all'atmosfera, per un sound finale che comunque pende più dal lato melodic death della medaglia dei nostri. E' il primo album dei Darkest Hour a fare il suo ingresso nella classifica di Billboard, alla 138esima posizione. Nel 2007 viene dato alle stampe "Deliver Us", nuovamente prodotto da Townsend, che ottiene nuovamente ottimi risultati e la fama del gruppo cresce fino al punto che il brano "Demon(s)" viene incluso nel gioco Guitar Hero 5. "The Eternal Return" (2009) e "The Human Romance" (2011) sembrano nuovamente volgersi sulla sponda metalcore delle preferenze del gruppo che comunque in "Darkest Hour" (2014) sembra uscire da questa indecisione incidendo un prodotto ce si attesta un po' a metà strada, ma con personalità e mestiere. Vincenzo Barone