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EYEHATEGOD

 

EYEHATEGOD

 

Originari di New Orleans, in Louisiana, gli Eyehategod portano avanti il loro vischioso e massiccio sludge metal ormai dal lontano 1988, costituendo, probabilmente insieme ai Down di Phil Anselmo, un po' la spinda dorsale storica del movimento: gli involontari padrini di una maniera tutta particolare di intendere la musica estrema. Lenti, pesanti e pachidermici nell'incedere e nel forgiare riff che odorano di birra rancida e fumo stantio, sinuosi e viscidi nel loro insinuarsi attraverso una accordatura bella ribassata e suoni che ribollono di fango e melma. Fondati per iniziativa del chitarrista Jimmy Bower e del batterista Joe LaCaze, i nostri reclutano il cantante Mike Williams e cominciano a darsi da fare attraverso live abrasivi e pregni di una rabbia quasi tangibile. Quattro anni di rodaggio on the road ed il gruppo approda al suo esordio sulla lunga distanza, dopo gli obbligatori demo "Garden Dwarf Woman Driver" (1989) e "Lack Of Almost Everything" (1990), con "In The Name Of Suffering" (1992), che mette da subito le carte in tavola mostrando una band che si districa con apparente disinvoltura, comunque marcia ed angosciante, tenuta tesa da un filo di demente follia visionaria, tra Black Sabbath, Black Flag, Melvins, hardcore e stoner del più colloso ed avvolgente. L'anno seguente è la volta di "Take As Needed For Pain", che vede finalmente l'ingresso nella line up di un bassista, nella persona di Mark Schulz, ed il sound proposto farsi ancora più erto e impenetrabile, come se il rischio di essere troppo notati "in superficie" avesse indotto questa oscura creatura di palude, ad immergersi ancora di più nella melma fangosa ed a farsene uno scudo ancora più spesso e scivoloso. Il seguente tour di supporto a band del calibro di Napalm Death, Corrosion Of Conformity e Godflesh, contribuisce non poco a far girare il nome del gruppo in ambito extreme metal, seppure la proposta del quartetto non sia ascrivibile al movimento heavy in senso stretto, anzi, tenendosene in un certo qual modo distante, volgendo l'attenzione piuttosto a derive dal nemmeno tanto vago sentore industrial vero e proprio. A questo punto il gruppo decide di prendersi una pausa e rallenta non di poco le uscite discografiche - che per i tre anni seguenti si limiteranno ad un ep, "Ruptured Heart Theory" (1994) ed a tre split di cui due con i 13, ed uno in condominio con altre cinque band underground. Il 1994 vede ciascuno dei membri della band impegnato con un certo riscontro positivo in progetti paralleli: Bower entra come batterista nei Crowbar, con i quali inciderà due album, ed entra nel progetto Down insieme a personaggi di Pantera, Crowbar e Corrosion Of Conformity; Mike Williams inizia una carriera da giornalista nella rivista americana Metal Maniac ed infine Patton, il chitarrista entrato nel 1993 in forza alla band, impegnato a far uscire l'album del suo altro gruppo, i Soilent Green. La pausa viene interrotta nel 1996 con la pubblicazione di "Dopesick", che vede l'ingresso al basso di Vince LeBlanc, ed il riconoscimento internazionale per la band, che finalmente raggiunta una certa maturazione assolutamente coerente con i toni malsani e melmosi dello sludge, si gode il meritato successo, sebbene underground, divenendo suo malgrado fra i nomi "cool" da mettere in mostra con magliette varie da personaggi del music business. Il tour con Pantera e White Zombie regala alla band altre soddisfazioni e consente ai nostri di approcciare un pubblico più ampio, pur con una proposta a suo modo irreversibilmente estrema. Dopo lo split di commemorazione ai Black Sabbath insieme agli Anal Cunt del 1997, e dopo l'uscita della compilation di demo e singoli "Southern Discomfort" (2000), è il turno del nuovo album "Confederacy Of Ruined Lines" (2000) di farsi strada, con un ennesimo avvicendamento al basso, che stavolta vede subentrare Daniel Nick. Nonostante i buoni responsi, la carriera della band sembra subire una pesante battuta d'arresto e per ben 13 anni non verrà pubblicato nessun nuovo album sotto la denominazione Eyehategod: solo una serie, sebbene abbbastanza nutrita, di compilation commemorative, singoli, split ed anche un dvd, "Tokyo Japan 2002". Nel 2013 LaCaze, il batterista cofondatore, muore per una crisi respiratoria. L'ennesimo ritorno sulla lunga distanza avviene nel 2014 con l'album che porta il nome del gruppo, come si trattasse di un punto fermo, un nuovo inizio, oggi particolarmente carico di amarezza ed angoscia, a dispetto delle carriere parallele che, nel frattempo, non hanno affatto cessato di essere, con gli album dei Soilent Green che sono diventati tre per Patton e l'ingresso nei Corrosion Of Conformity per Jimmy Bower. Vincenzo Barone