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Una delle più longeve e seminali death meta band torna nel 2006 con questo disco completamente devoluto alla tradizione e allo stesso tempo in grado di indicare la sola via futura all’intero genere mortifero: quella del ritorno al passato più intransigente. La critica per una volta ha evitato di minimizzare sul ruolo un po’ irrisolto dei Grave e li ha portati giustamente in gloria. La band di Ola Lindgren proprio con As Rapture Comes, inizia infatti a raccogliere quanto seminato in aridi e sfortunati anni di maggiori sperimentazioni e difficoltà commerciali, sia in termini di critica che di pubblico. Già il ritorno nel 2002, sempre per la loro etichetta madre Century Media, spinge le nuove generazioni a scoprire capolavori death come I’ll See You e Into The Grave, ma quel disco e il successivo Fiendish Regression non convincono tutti quanti. Nel mentre Ola matura sempre più un bisogno di aggressività e velocità che esplode in via definitiva in As Rapture Comes. L’album, registrato e prodotto da Lindgren (assieme a Peter Othberg) ai Soulless Studios di Stoccolma - solo per poter stare più vicino a casa e spendere di meno – passa comunque la rifinitura e il mix finale negli Abyss Studios di Peter Tagtgren, in una ideale fusione tra due scuole sonore della Svezia estrema. Pare che in realtà dietro il sound ruvido e old school di questo album ci sia proprio il tocco determinante del leader di Hypocrisy e Pain, anche se non accreditato. I Grave però sono tra i cattedratici, assieme a Entombed, Dismember e Unleashed, della marcita università di Stoccolma e quindi immaginiamo che sappiano da soli come tornare alle radici più umide e sporche del metal estremo europeo. Per As Rapture Comes la scrittura poi non è completamente in mano a Ola. Anche il batterista Pelle Ekegran, già molto influente su Fiendish Regression, ci mette il suo apporto, incoraggiando Lindgren a spingere al massimo sul pedale della violenza e della ferocia incondizionata. Purtroppo il co-autore dei brani decide di lasciare la band poco prima di entrare in studio a registrare. Al suo posto arriva l’ottimo Ronnie Bergestahl, ancora oggi membro fisso dei Grave dietro le pelli. Il disco vuole recuperare la ferocia dei primi anni 90 e trasmettere alle nuove leve la via per i sepolcri e le maledizioni eterne. Da Burn e la sua rapidità predatoria al groove mid-tempo di Battle Of Eden e lo sconquasso forsennato di Living The Dead Behind, i Grave compattano 40 minuti di grandissimo death inappuntabile concedendosi anche il lusso di una digressione alternative da lasciare interdetti i puristi: una cover di Them Bones degli Alice In Chains, così efficace da conquistare lo stesso Jerry Cantrell. As Rapture Comes è l’ultimo disco via Century Media prima della parentesi poco soddisfacente con la Regain Records. L’artwork dantesco ricorda molto lo stile degli Slayer anni 80 ed è opera di uno dei cover artist più geniali in circolazione. Stefan Wibbeke, già autore di copertine epocali come quelle di We Are The Void dei Dark Tranquillity e This Godless Endeavor dei Nevermore.

 
 

Intro - Day of Reckoning – 00:00:49
Burn – 00:06:24
Through Eternity – 00:03:45
By Demons Bred – 00:04:16
Living the Dead Behind – 00:06:26
Unholy Terror – 00:03:44
Battle of Eden – 00:03:38
Epic Obliteration – 00:04:02
Them Bones – 00:02:32
As Rapture Comes – 00:05:34